Archivio cortometraggi
Estrella

Estrella, di Belén Herrera

Occhi negli Occhi -  memorie di viaggio

Occhi negli Occhi - memorie di viaggio, di Rossella Piccinno

O momento de viajar

O momento de viajar, di Sabrina Cozzolino

Senza guardarti in faccia

Senza guardarti in faccia, di Giorgia Manca

Aïe!

Aïe!, di Virginie Gourmel

Da cuore a cuore

Da cuore a cuore, di Ilaria Godani

Toxdoll

Toxdoll, di Sara Novellino

Con tantali auguri

Con tantali auguri, di Fabiola Catapano

Immacolata

Immacolata, di Cinzia Mirabella

Per non dimenticare, agosto-settembre 2003

Per non dimenticare, agosto-settembre 2003, di Anita Mosca e Renata Pepicelli

100 percent

100 percent, di Teresa Paoli

Revelação

Revelação, di Maria Alessandra Martini

Szakítópróba – breakup test

Szakítópróba – breakup test, di Pici Pápai

Crying while being killed

Crying while being killed, di Maria Magkanari

Waiting

Waiting, di Cristina Zecca

Anas...Anas!

Anas...Anas!, di Anita Mosca

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Lista corti

3, 2, 1?

  • Regia: Alka Sadat
  • Edizione: IV Edizione
  • Anno di produzione: 2005
  • Durata: 29
  • Soggetto:
  • Sceneggiatura: Alka Sadat
  • Interpreti:
  • Montaggio: Sayed Fahim, Hoshang Hashimy
  • Fotografia: Alka Sadat
  • Musica:
  • Suono:
  • Produzione: Roya Cinematic House Production, sostenuta da WASSA (Women Activities & Social Services Associaton)
  • Genere: Documentario
  • Formato originale: --
  • Sinossi: Immagini di donne, giovani e giovanissime, con i volti devastati dalla paura, gli occhi sbarrati di orrore e poi sfuggenti. Corpi immobilizzati nei letti, fasciati da bende. Le mani, quasi sempre le mani, avvolte da garze… Sono le immagini dure ma cristalline di \"3, 2, 1?\", documentario realizzato dalla regista Alka Sadat negli ospedali afghani in cui sono ricoverate le donne, spesso giovanissime, che si danno fuoco per sfuggire alle continue violenze familiari. Sono donne a cui è stato imposto di sposare uomini anziani o che sono state vendute a famiglie dove diventano praticamente delle schiave.
  • Biofilmografia della regista: Alka e Roya Sadat, 21 e 25 anni, sono già conosciute per la bravura e la tenacia con la quale stanno perseguendo il loro sogno: produrre e realizzare film e documentari sull'Afghanistan. Appena finisce il regime, Roya, il cui nome significa sogno, si reca a Kabul ed entra in contatto con vari cineasti riuscendo a realizzare il suo primo lungometraggio "Three Dots - Se Noughta" sulla realtà delle donne dei villaggi rurali. Il loro obiettivo è produrre documentari e film che raccontino "la vita di donne e giovani che vengono obbligate a sposarsi o la situazione dei bambini durante la guerra, per far conoscere al mondo la vita delle donne in Afghanistan e le violenze che ancora sono costrette a subire". "Durante il regime dei Talebani, quando alle donne era proibito uscire, lavorare, studiare, ho passato gran parte del mio tempo chiusa in una stanza ad Herat, la mia città natale, leggendo libri trafugati che trattavano di cinema e maturando dentro di me il desiderio di esprimermi e raccontare le storie del mio Paese attraverso l'espressione visiva - dice Roya. Tutto quello che so sulla regia l'ho imparato prima leggendo, e poi da autodidatta, contagiando mia sorella Alka".